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Le nostre sono legate agli stimoli esterni. 

 
Molte persone pensano che, come gli stimoli esterni sono uguali per tutti,  siano uguali per tutti anche le percezioni.
 

Ma questa convinzione non tiene conto del fatto che noi interpretiamo gli stimoli che ci arrivano dall’esterno attraverso il filtro delle nostre conoscenze ed esperienze
(che sono strettamente personali e soggettive), quindi
persone hanno percezioni  
 


 

Le nostre emozioni rendono  le nostre percezioni da quelle degli altri

 
 


Negli anni '60 tutto questo è stato dimostrato attraverso esperimenti. 

Per esempio, quando venivano mostrati due oggetti con le stesse dimensioni (una moneta e un disco di carta) a bambini poveri e a bambini ricchi, i bambini poveri dimostrarono di percepire

la moneta come se fosse   del disco di carta.

Questo dimostra che le percezioni sono le nostre interpretazioni della realtà

 
   

Lo stesso fenomeno che avviene quando si tratta di percepire (cioè giudicare) la qualità di un oggetto che compriamo o di un servizio che riceviamo.

Dato lo stesso oggetto, persone lo giudicheranno di buona o pessima qualità a seconda del proprio schema mentale, della propria esperienza di vita e delle proprie attese.

 

 


Ma allora, chi fabbrica oggetti o produce servizi che crede di buona qualità, come fa a essere certo che anche i suoi la pensino allo stesso modo e continuino a fornirsi da lui?

Esiste una regola in base alla quale, per essere certi che stiamo lavorando bene, dobbiamo scoprire quali sono le attese e i bisogni dei nostri
e organizzarci per fare in modo di soddisfarli.

Per esempio, un insegnante per essere certo di non perder tempo e per fare in modo che la lezione che deve insegnare non sia nè troppo difficile nè troppo facile, sottopone gli studenti a prove d’ingresso, per scoprire che cosa sanno e che cosa no, cioè quali sono i loro reali bisogni formativi.
Solo in seguito costruisce la lezione in modo che sia facilmente comprensibile e assimilabile e potrà, così, ottenere il massimo dei risultati positivi.

Allo stesso modo si comporta un costruttore di motorini o di telefonini.

Prima cerca di scoprire le
reali esigenze dei suoi potenziali , poi caratterizza i propri prodotti in modo da soddisfare quello che loro desiderano e si aspettano (o la maggior parte delle caratteristiche che si aspettano di trovare).

Questo, insieme con un prezzo equo, fa sì che i suoi prodotti risulteranno i preferiti e quindi continueranno a essere scelti e acquistati.

 

 
 

Il prezzo di un o di un è l’elemento che ne definisce il valore.

Ma non sempre noi siamo disposti a comprare un oggetto solo in base al suo prezzo.
Infatti maggiore è la qualità del bene e più siamo disposti a spendere,
mentre, se è di bassa qualità, lo acquistiamo solo se costa poco.

Ogni volta che acquistiamo qualcosa, noi facciamo un confronto qualità/prezzo e ci comportiamo in conseguenza del vantaggio che ci pare di ricavarne.

Nelle nostre scelte, quindi, intervengono
i bisogni che ci muovono,
le attese che abbiamo nei confronti di un certo bene o servizio,
considerazioni sul rapporto tra prezzo e qualità del bene,
valutazioni sull’accessibilità del costo rispetto alle nostre condizioni finanziarie
 


E’ del tutto evidente che tanti elementi, tutti
soggettivi,

non possono che portare a posizioni finali
soggettive.